| La
gestione della conoscenza
Nonostante questo profondo cambiamento nella moderna economia,
gran parte delle conoscenze aziendali giacciono disperse
e poco sfruttate. Spesso non si riutilizzano conoscenze
già presenti in azienda, o addirittura le si distrugge.
Le aziende sempre più condividono la necessità
di valorizzare la conoscenza e trovare gli adeguati strumenti
per gestirla. Le aziende stanno investendo per esplorare
nuovi modi di gestire meglio le proprie risorse intellettuali,
ovvero per creare, imparare, catturare, condividere, riutilizzare
e capitalizzare le conoscenze a tutti i livelli organizzativi
e persino alla periferia dei confini aziendali presso clienti,
fornitori, partner.
Il problema è che la conoscenza per la sua stessa
natura (tacita ed esplicita) è ben diversa da altre
entità (beni tangibili, beni finanziari, dati, informazioni)
facilmente immagazzinabili e gestibili al momento opportuno.
Quindi gestire le risorse intellettuali significa gestire
sia i contenuti espliciti di conoscenza, sia il contesto
organizzativo e le relazioni sociali fra le persone che
creano e usano la conoscenza stessa. In altre parole, per
gestire la conoscenza non basta creare grandi basi di dati,
ma bisogna creare il contesto sociale e l'infrastruttura
che consentano di capire, applicare e imparare continuamente
conoscenza per mantenerla attuale, vitale, rinnovata.
Quello che conta non è il contenuto del database,
ma il flusso di alimentazione ed applicazione per creare
nuovo valore e nuova conoscenza che a sua volta mantiene
vivo il database stesso. Infatti l'unica fonte di vantaggio
competitivo sostenibile è riuscire ad imparare più
velocemente della concorrenza.
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